Shiatsu, la pressione che aiuta

Il 12 settembre 2015 il quotidiano “la Repubblica” pubblica a pagina 45 un articolo a firma Michela Di Carlo dal titolo “Shiatsu la pressione che aiuta”.

L’articolo è a dire il vero persino più puntuale di tanti altri apparsi in questi anni sulla carta stampata, ma amareggia leggere come, malgrado la diffusione di questa disciplina risalga agli anni ’70 del secolo scorso, l’idea che se ne ha ma soprattutto che si divulga, sia alquanto vaga.

Si continua a scrivere dello Shiatsu come di una pratica che “favorisce sopratutto lo sviluppo di un nuovo atteggiamento mentale e di uno stile di vita in grado di preservare e stimolare un’armonica relazione con l’ambiente circostante…” (virgolettato riferito a Nadia Simonato responsabile dela IV edizione della “Settimana Nazionale dello Shiatsu” -18/25 settembre-).

Anche colleghi capaci sono a mio avviso responsabili della generale disinformazione.

L’articolo prosegue asserendo che lo Shiatsu “aiuta a combattere paure, ansia e depressione, recuperare la tonicità dei tessuti, migliorare il ritmo sonno veglia, sbloccando articolazioni irrigidite”. Il ritmo-sonno veglia non si riequilibra sbloccando le articolazioni!

Il pensiero, che mi amareggia, è che tra carta stampata e incauti operatori del settore, si è andata diffondendo l’idea che lo Shiatsu sia soprattuto una tecnica di riequilibrio energetico.
Come dire che la fisioterapia serve per sentirsi più sciolti oppure mangiare correttamente per sentirsi meglio.

Una seduta Shiatsu fatta da un operatore professionista costa dai 50 agli 80 euro. Spendereste una somma simile per sentirvi genericamente più equilibrati? Io no. Meglio fare una passeggiata! Anche camminare all’aria aperta rigenera meravigliosamente.

Lo Shiatsu è una tecnica molto precisa, che necessita di una diagnosi e conseguentemente di un intervento mirato a migliorare sensibilmente, preferibilmente a risolvere, un buon numero di patologie, comuni si, ma molto poco generiche.
Al pari dell’agopuntura lavora sugli squilibri degli organi interni. Il termine squilibrio ha il suo significato letterale ma traduce anche quello che noi occidentali chiamiamo comunemente “malattia”.

Non si torna a dormire di un sonno ristoratore, né si elimina un reflusso, una minzione frequente, degli attacchi di panico, o delle tensioni diffuse sulla schiena (così per citare a caso) solo per aver favorito un riequilibrio energetico.
E’ necessario piuttosto un intervento puntuale, mirato al lavoro su alcuni organi e non su altri, su alcuni canali e non su altri. Lavoro che necessita di serietà e preparazione, capacità di diagnosi ed abilità manuale.
Riduttivo e fuorviante continuare a parlare genericamente di “riequilibrio energetico”.
Terrorizzante accostarsi allo Shiatsu sapendo che “il fine ultimo è trovare dentro se stessi la risposta al proprio disequilibrio e uno stimolo al cambiamento”.
Messa così credo che in pochi si accosterebbe anche alla psicoterapia.

Alissa Bisacchi



2 risposte a “Shiatsu, la pressione che aiuta”

  1. Luca scrive:

    illuminante articolo!

  2. barbatula scrive:

    Senza dubbio un bell’intervento. Navigo con entusiasmo il sito http://www.fareshiatsu.it. Avanti
    così!

    articolo indiscubilmente d’interesse

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