Lombalgia

In un interessante libro di Michel Odoul “Dimmi dove ti fa male e ti dirò perché” l’autore spiega come, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, la malattia, o meglio lo squilibrio, altro non sono se la manifestazione di tensioni profonde della cui origine ci avverte il nostro corpo, nel solo modo che ha a disposizione.In questa interpretazione il disturbo diventa un messaggio che, se decodificato, porta non solo nella maggior parte dei casi alla scomparsa del sintomo, ma diventa un modo per progredire nella nostra evoluzione.Nei prossimi articoli racconterò, come affrontato nel testo, il significato di alcuni tra i disturbi più comuni.
Questa interpretazione mi è sembrata coerente e complementare a quella che utilizziamo come Operatori Olistici ed in particolare come Operatori Shiatsu.
Se il paziente si mostra interessato, all’interno di un trattamento, fornisco possibili chiavi di lettura, rispetto al disturbo sul quale stiamo lavorando.

Le Lombalgie

Tutti abbiamo almeno una volta nella vita avvertito un dolore o una tensione nella parte bassa della schiena: questo dolore prende il nome di lombalgia.

Michel Odoul dice che “quando attraversiamo un periodo difficile della nostra vita o abbiamo difficoltà ad accettare o ad integrare i cambiamenti che si manifestano” le tensioni lombari “esprimono il nostro timore inconsapevole o il nostro rifiuto per tali cambiamenti” perché “questi cambiamenti sconvolgono le nostre abitudini o i nostri punti di riferimento”.
La lombalgia può anche “esprimere la nostra difficoltà ad accettare di mettere in discussione qualsiasi situazione, in particolar modo nei contesti familiari e professionali. Abbiamo difficoltà a mutare la nostra posizione, l’atteggiamento razionale”.

Aggiungo due considerazioni:
la tensione lombare si fa carico anche di una certa attitudine alla “resistenza”, in modo particolare all’andare comunque avanti costi quel che costi, spesso un bel mal di schiena.
Si unisce di frequente a disturbi intestinali, che segnalano, tra gli altri, la difficoltà a lasciar andare, ad allentare, e si manifesta con dolori, stitichezza, ecc.

A livello energetico inoltre, l’intestino crasso è collegato anche alla nostra “centratura”, alla capacità di riconoscerci in un determinato contesto, di coglierne gli aspetti di riferimento.
In questa accezione la stitichezza che spesso arriva all’inizio di un trasferimento, non è esattamente dovuta ad un cambiamento d’aria, bensì alla perdita di riferimenti noti, così come la stessa costipazione può denunciare la nostra difficoltà e resistenza al cambiamento.

Questo prova a dirci il corpo, credo convenga imparare ad ascoltarlo….



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