HUANG TI NEI CHING SU WEN

Il Huang Ti Nei Ching Su Wen – Canone di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo- scritto più di quattromila anni fa, è il più antico testo di Medicina Cinese di cui disponiamo.

L’ascrizione dell’opera all’Imperatore Huang Ti non è certa, ma quello che sicuramente è inconfutabile è che questo testo è ancora fondamentale per l’odierna Medicina Tradizionale Cinese.

La parte principale del Nei Ching è costituita dal Su Wen -Domande Semplici- ovvero la “Conversazione Familiare” tra l’Imperatore Huang Ti ed il suo ministro Chi’ Po.

Il testo va ben oltre la medicina, perché inscindibile dal pensiero filosofico e religioso alla base del Tao (la via dell’autorealizzazione), dello Yin e dello Yang (i due principi della natura).

Di seguito, alcuni stralci tratti dal Libro Primo dei ventiquattro che ci sono pervenuti.

Le spiegazioni sull’equilibrio e di conseguenza sullo stato “salute” personale sono ben note a tutti coloro che conoscano almeno i fondamenti del pensiero Taoista e della Medicina Tradizionale Cinese.
Sorprendenti invece, a mio avviso, le riflessioni che scaturiscono da un testo che si fa risalire al 2696 a.C.
Possibile che la specie umana sia così renitente?!

Huang Ti: “ Ho sentito dire che nei tempi antichi le persone vivessero oltre i cento anni, eppure rimanevano attive e nella loro attività non diventavano decrepite. Ma le persone di oggi raggiungono soltanto la metà di quegli anni eppure diventano decrepite e cadenti. Ciò avviene perché il mondo cambia da generazione a generazione? Oppure perché l’umanità sta diventando negligente (verso le leggi della natura)?

Ch’ Po rispose: “ Nei tempi antichi coloro che compresero il Tao si modularono seguendo lo Yin e lo Yang e vissero in armonia con le arti della divinazione.
“Allora c’era la temperanza nel bere e nel mangiare. Le ore per alzarsi e riposare erano regolari e non disordinate e senza regole. Con questi mezzi gli antichi mantennero i loro corpi uniti ai loro spiriti così che compirono completamente il corso delle loro vite, raggiungendo i cento anni prima di trapassare.
“Le persone di oggi non sono così; esse usano il vino come bevanda e l’avventatezza come comportamento usuale. Esse entrano in camera (da letto, per l’amore), in condizioni d’intossicazione; le loro passioni esauriscono le loro forze vitali; i loro desideri dissipano la loro intima (essenza); esse non sanno come trovare soddisfazione in se stesse; esse non sono capaci di controllare i loro spiriti. Esse rivolgono tutta la loro attenzione al divertimento delle loro menti, tagliandosi fuori, in tal modo, dalle gioie di un lunga (vita). Esse si alzano e si ritirano senza regolarità. Per queste ragioni raggiungono soltanto la metà di cento anni e quindi degenerano.

E più avanti sempre Ch’i Po:

……..”Somministrare delle medicine per delle malattie che si sono ormai sviluppate e reprimere delle rivolte che sono ormai scoppiate è paragonabile al comportamento di coloro che iniziano a scavare il pozzo dopo che hanno avvertito la sete, o al comportamentodi coloro che in iniziano a fondere le armi dopo che hanno già ingaggiato battaglia. Non sono forse queste azioni troppo tardive?

Aggiungo io: “Assolutamente ……”



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