Il business della non-scienza???
Spiace leggere in prima pagina su Il Fatto Quotidiano di domenica 18 ottobre 2015 L’omeopatia è acqua fresca, altro che farmaci.
Questo titolo rimanda nelle pagine centrali ad lunga intervista che Gianni Barbacetto fa a Silvio Garattini, scienziato, ricercatore, medico, docente di chemioterapia e farmacologia, “grande appassionato e difensore del metodo scientifico contro le superstizioni e le bufale”. Il tutto dentro la sezione L’inchiesta.
Spiace perché, mentre a firma del direttore viene spesso sbeffeggiato il “servilismo”di altri quotidiani, qui le posizioni appaiono schieratissime e prive di qualunque veste di inchiesta se non le opinioni dell’illustre scienziato e del meno illustre Barbacetto.
In evidenza appaiono le parole Bluff, Ambiguità e Il Business della non-scienza, rosse e in grassetto, così se qualcuno volesse togliersi qualche dubbio può risparmiare la fatica.
Spiace leggere che “le medicine alternative sono diventate anche in Italia un grosso mercato che coinvolge milioni di persone. Sono pratiche molto diverse tra loro: agopuntura e fitoterapia, medicina antroposofica ed ayurvedica, medicina tradizionale cinese e omotossicologia, osteopatia e chiropratica…..” “uno studio del 2011 ha evidenziato che l’uso delle terapie alternative e complementari può avere effetti collaterali, compresa la morte, di solito a causa dell’abbandono delle terapie convenzionali di provata efficacia”. Questo nel trafiletto in testa a pagina 17, probabilmente non a firma Barbacetto.
Credo che quanto riportato si commenti da se, tutto in un calderone indistinto che non informa ma disinforma.
A questo punto mi piacerebbe si facesse luce sulle motivazioni che potrebbero spingere il Ministero della Salute a pensare di intervenire sui pediatri che sconsigliano le vaccinazioni preventive, con conseguenze che potrebbero arrivare fino alla sospensione dalla professione.
Potrebbero per caso entrarci gli interessi dell’industria farmaceutica????
Tornando all’articolo in questione, si sostiene che nei casi, in realtà numerosi aggiungo io, di persone che usano l’omeopatia, l’unica cosa certa sia l’effetto placebo che scatta “quando qualcuno si sente accudito, quando ha una pillola e qualcuno che si prende cura di lui”.
Credo piuttosto che questo sia il principio per cui tante persone prendono farmaci dagli effetti collaterali devastanti facendo finta che possano solo giovare al loro disturbo.
Per quanto nell’articolo non si citi lo shiatsu, forse non sanno neanche che esiste, mi sento particolarmente offesa per la professione che svolgo, per tutti coloro che praticano con serietà la Medicina Tradizionale Cinese, e per tutti quelli che cercano di difendersi dalle logiche di mercato ricorrendo a terapie che non contemplano l’uso di farmaci allopatici nei moltissimi casi in cui non ce ne sarebbe assolutamente bisogno.
La polmonite ha bisogno di un antibiotico il mal di stomaco non necessariamente di un gastroprotettore, tanto per fare un esempio.
In Italia la maggior parte delle persone conosce poco i campi di applicazione dello shiatsu, e quando arriva a cercarmi generalmente ha provato di tutto, manca solo lo stregone.
Nella teoria dell’effetto placebo quella sfilza interminabile di medici e specialisti cui si è affidata, avrebbe dovuto risolvere il suo problema solo per il fatto di averla presa in cura. Ma se così fosse non avrebbe continuato a cercare una soluzione.
Esistono documentazioni approfonditissime sull’uso dell’agopuntura e quindi della diagnosi secondo la Medicina Tradizionale Cinese, con relativa scomparsa dei disturbi. Numerose sono anzi le patologie che la medicina allopatica mette nel calderone delle “cause da stress” e per le quali non trova soluzione. che si risolvono con altre terapie.
La Medicina Tradizionale Cinese ha una storia di millenni, aprendo un corpo non possiamo evidenziare la circolazione energetica. Eppure è qualità sensibile per tutti gli operatori che la usano a fondamento della loro diagnosi e dei loro principi di cura.
Spiace in fine riscontrare che tutte le teorie e le discipline che sfuggono ai criteri della più ortodossa osservazione scientifica possano essere liquidate come infondate, che illustri ricercatori non si rendano conto che esistono fenomeni giustificabili solo ammettendo criteri di valutazioni differenti e non per questo meno meritevoli di essere presi in considerazione.
Per fortuna esistono anche ricercatori consapevoli di dover cercare altrove e le loro pubblicazioni non sono meno rigorose di quelle degli strenui difensori dell’ortodossia.
La scienza esatta non credo esista, è questione di correnti e di opinioni, già sarebbe tanto se chi con tanto zelo pretende di indirizzare le nostre tendenze e le nostre scelte potesse almeno essere consapevole di questo. Ma questo mio ragionamento è una contraddizione in termini.
Qualche anno fa, una cara paziente, per sua ammissione ipocondriaca, mi chiese consiglio su di un farmaco che avrebbe dovuto sedare il suo bruciore di stomaco. Non sono un medico e non posso permettermi di giudicare una prescrizione. La giovane donna in questione sembrava però cercare un buon motivo per non prenderlo, per nulla tranquillizzata dal fatto che di questo fastidioso sintomo ci stavamo già occupando con lo shiatsu: avrei avuto ancora bisogno di tre o quattro sedute.
Il farmaco in questione, di cui purtroppo non ricordo il nome, le era stato prescritto dal suo medico curante.
Alla fine le chiesi di farmi leggere il bugiardino: tra gli effetti collaterali c’era scritto “può causare morte improvvisa”.
Non è una barzelletta, ve lo assicuro.Probabilmente per il grande stupore ma sopratutto per la follia a fondamento di una simile dicitura (che peraltro deresponsabilizza la casa farmaceutica) scoppiammo a ridere.
Le pillole non ebbe più voglia di prenderle ed il mal di stomaco lo affrontammo con lo shiatsu.
Quanti leggono gli effetti collaterali dei farmaci che gli vengono prescritti?
Come è possibile difendere a spada tratta una scienza che mentre interviene su di una patologia è facilmente alla base dell’insorgere di altre dieci?
Una risposta me la posso dare da sola: creare terreno fertile ad altre patologie permetterà di vendere altri farmaci.
Il business della scienza!
Alissa Bisacchi